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Storia Ucraina
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Storia Ucraina

In epoca preistorica l'Ucraina appare già abitata da popolazioni di agricoltori che, grazie all'abbondanza d'acqua e al fertile terreno della regione, trovarono condizioni favorevoli all'insediamento. Queste popolazioni furono conquistate dagli Sciti, una popolo indoeuropeo seminomade originariamente stanziato a nord del Caucaso che, all'apice della potenza, occupò le coste del Mar Nero e la valle del fiume Dnepr tra il VII e il VI secolo A. C. Contemporaneamente la regione venne colonizzata dal mare da migranti Greci, che fondarono diverse colonie lungo la costa. L'interazione tra gli Sciti e i Greci delle colonie produsse una cultura propria con caratteristiche originali rispetto a quelle dei popoli confinanti. Nei lunghi secoli di vicinanza diverse comunità scite divennero in parte ellenizzate, e costruirono a loro volta delle città stato improntate al modello greco.

Nel II secolo A. C. il territorio Scita fu invaso da est dai Sarmati, una popolazione seminomade di etnia affine agli Sciti, originaria delle steppe del Volga. In origine i Sarmati si mescolarono pacificamente con gli Sciti, ma ben presto si rivoltarono contro di loro e li attaccarono, arrivando a conquistare quasi tutto il loro territorio intorno al 150 AC. Solo alcune città stato e la regione del Caucaso rimasero sotto il controllo Scita.

A differenza degli Sciti con i Greci, i Sarmati non si mescolarono con i popoli invasi, mantenendo la propria identità ancora per molti secoli. I Sarmati si opposero efficacemente all'espansionismo Romano fino al II secolo, quando furono assoggettati dagli Alani. Gli storici ritengono che gli Alani fossero anch'essi della stessa stirpe dei Sarmati, e che l'invasione in realtà fosse solo un rivolgimento di potere interno alle tribù di questo popolo. Nonostante le guerre di confine che opponevano Romani e Sarmati, è accertata anche l'alleanza della città stato Scite dell'Ucraina con l'impero Romano. Pur senza entrare a far parte dei domini Romani le città stato commerciarono abitualmente con i mercanti imperiali.

Intorno al 220 dC i Goti e i Gepidi, facenti parte della stessa famiglia e incalzati ad est dagli Unni, invasero le pianure ucraine mescolandosi con i discendenti degli Sciti e dei Sarmati. Alcune città furono conquistate mentre altre rimasero neutrali, agendo come mercati per lo scambio dei beni saccheggiati dagli invasori barbari durante le loro prime campagne contro i Romani (che durarono fino al 270). Contemporaneamente, i Goti affinarono le loro tecniche di combattimento grazie al prolungato contatto con i cavalieri Sarmati. Durante la loro permanenza in Ucraina i Goti si divisero in due gruppi principali, gli Ostrogoti (Goti di Oriente, la "gente delle campagne") e i Visigoti (Goti di Occidente, la "gente delle foreste").

Nel 375 dC l'Ucraina fu occupata dagli Unni stessi, che sterminarono gli Alani, assoggettarono gli Ostrogoti e sconfissero i Visigoti sul fiume Nistro spingendoli oltre il Danubio contro i confini Romani. Alla morte di Attila, e alla conseguente dispersione degli Unni, gran parte degli Ostrogoti emigrò nelle terre dell'Impero Romano d'Occidente, ma una parte rimase in Crimea, fondandovi la cosiddetta cultura di Chernyakov. Nel VI secolo l'Ucraina fu invasa dagli Avari provenienti dalla Mongolia che, incalzati dai turchi, furono fermati nel 550 dall'imperatore d'Oriente Giustiniano che li costrinse a stanziarsi temporaneamente nelle pianure a nord del Mar Nero.

Tra l'VII e il IX secolo la regione costiera del Mar Nero fu invasa da popoli di stirpe turca, come i Peceneghi e i Kazari. La prima unificazione del territorio risale all'invasione di un popolo scandinavo, i Rus, appartenenti al grande gruppo dei Variaghi da cui discesero anche altri ceppi normanni. I Rus conquistarono la città di Kiev nel 882 e ne fecero il centro di un regno chiamato Rus' di Kiev la cui estensione andava dalle rive del Volga al Danubio fino al Mar Baltico. I Rus formarono per lungo tempo l'elite militare e politica della regione, ma si slavizzarono velocemente, assumendo le stesse tradizioni del resto della popolazione.

L'unificazione di un territorio così vasto sotto un'unica autorità conferì per due secoli una grande proseperità alla regione di Kiev, che divenne un punto di passaggio obbligato del commercio lungo il Dnepr, tra il Baltico e il Mar Nero. Lungo il fiume si trasportavano merci pregiate come pellicce, cera, miele, zanne di tricheco e schiavi provenienti dall'odierna Bielorussia. Nel 988 il sovrano Vladimir I del regno del Rus' di Kiev si convertì con tutto il suo popolo al cristianesimo di Costantinopoli, sposò la moglie dell'imperatore bizantino Basilio II e iniziò così un periodo di forte influenza bizantina sulla cultura del regno (già iniziata, probabilmente, nel 957).

Per diverso tempo la conversione religiosa della popolazione fu solo di facciata, ma la chiesa ebbe l'opportunità di inserire i propri esponenti nell'amministrazione degli insediamenti del Rus di Kiev, e di condizionarne le vicende. All'inizio del XII secolo la regione conobbe un periodo di decadenza: probabilmente a causa di tassazioni troppo elevate, di conflitti tra i nobili e di reiterati attacchi dei popoli nomadi confinanti, molti abitanti abbandonarono la regione per colonizzare le terre ancora selvagge che si trovavano a nord est, lungo il Volga. I tentativi dei sovrani di arginare il declino demografico introdussero nel territorio le popolazioni delle steppe circostanti che, precedentemente nomadi, iniziarono ad assumere uno stile di vita più stanziale. Intorno alla fine del XV secolo vi fu un'imponente ondata immigratoria da parte di esuli e rifugiati ortodossi, genericamente definiti kazaks, cosacchi (parola che in turco significava fuorilegge) che diedero vita ad una nazione relativamente autonoma pur essendo prima sotto la dominazione polacca e in seguito sotto quella russa, la nazione venne poi smembrata e divisa fra questi due paesi. Da questa divisione nacque, intorno al 1840 un forte movimento nazionalista ucraino che spinse i russi a vietare l'uso della lingua.

In seguito alla caduta dello zar, dopo la prima guerra mondiale, l'Ucraina perse l'occasione per ottenere l'autonomia, nessuna delle fazioni in campo fu in grado di ottenere sufficiente sostegno popolare. Vi fu un lungo periodo di guerra civile e di anarchia con continui cambi di fazioni al potere. Ponendo termine ad un periodo di aspre lotte la Polonia infine si appropriò di alcune zone dell'Ucraina occidentale, i sovietici ottennero il resto del paese e nel 1922 l'Ucraina entrò ufficialmente a far parte dell'URSS come Repubblica socialista sovietica ucraina.

Stalin utilizzò in Ucraina una politica tesa a dimostrare i pericoli del nazionalismo e quindi a confermare la sua ideologia. A partire dal 1929 operò una sistematica nazionalizzazione delle piccole imprese agrarie che in Ucraina erano numerosissime (la cosiddetta dekulakizzazione, dal termine Kulaki, piccolo proprietario terriero) e una politica di collettivizzazione dei terreni. Sedò con numerose deportazioni la ribellione degli agricoltori e nel 1932 procedette ad un sistematico ammasso delle derrate e dei raccolti il cui risultato fu una carestia che costò al paese circa 7 milioni di morti (il cosiddetto holodomor ucraino). Ulteriori perdite avvennero in seguito a deportazioni ed esecuzioni. Vennero distrutte oltre 250 chiese e cattedrali. La seconda guerra mondiale fu causa di altre devastazioni e di morte (oltre 6 milioni di persone vi persero la vita).

A partire dal 1990 si diffuse nel paese un movimento nazionalista, il Movimento del Popolo Ucraino per la Ricostruzione e nel luglio del 1990 il parlamento proclamò la repubblica. Nel 1991 il partito comunista ucraino venne dichiarato fuorilegge e la popolazione votò all'unanimità per l'indipendenza. Il primo presidente fu Leonid Kravchuk. I rapporti con la Russia furono inizialmente molto tesi, restavano da risolvere la questione degli armamenti nucleari sul territorio ucraino e il controllo della flotta del Mar Nero ancorata a Sebastopoli. L'economia del paese conobbe un periodo di crisi dovuto alla mancanza di riserve energetiche, si ebbero tassi elevatissimi di inflazione e le tensioni interne aumentarono. Kravchuk fu sconfitto nel 1994 da Leonid Kuchma, riformatore filo-russo rieletto poi nel 1999. Alla fine degli anni '90 i rapporti fra Ucraina e NATO furono causa di nuove tensioni con la Russia. Nel 2000 viene formato un governo riformista con a capo Viktor Yushenko.

Nell'aprile 2001 la maggioranza parlamentare si discioglie e il primo ministro Viktor Yushchenko, viene destituito, inizia un periodo di instabilità. Dopo il breve mandato di Anatoliy Kinakh, dal 21 novembre 2002 fu nominato primo ministro Viktor Fëdorovich Yanukovich.

I risultati delle elezioni presidenziali dell'ottobre/novembre 2004, dopo proteste popolari per sospetti di brogli a favore del primo ministro Yanukovych (sostenuto dal presidente uscente Kuchma) e la cosiddetta "Rivoluzione arancione" da parte dei sostenitori di Yushchenko sono stati sospesi dalla Corte Suprema. Le elezioni si sono ripetute il 26 dicembre 2004 e il nuovo presidente è Viktor Yushenko che è entrato in carica il 23 gennaio. Tale rivoluzione ha visto il forte sostegno degli Stati Uniti e dell'Unione Europea, che hanno salutato con favore la caduta di un'altra autocrazia post-sovietica. Ma con l'arrivo di Yushenko ed il conseguente spostamento politico dell'Ucraina verso l'Unione Europea, Gazprom iniziò a tariffare gas all'Ucraina al prezzo di 230 dollari, aumentando considerevolmente la precedente tariffa di 50 dollari, da sempre un prezzo di favore della Russia verso l'Ucraina. In seguito alle elezioni per la Rada, il parlamento ucraino, tenutesi il 26 marzo 2006, la "coalizione arancione" presieduta da Yushchenko è uscita notevolmente ridimensionata a causa della vittoria del filorusso Yanukovich. Attualmente la situazione politica all'interno del paese è molto difficile: la decisione del premier Yanukovic di modificare la Costituzione per via parlamentare allo scopo di ridurre i poteri del Presidente ha spinto Yushenko, il 2 aprile 2007, a firmare un decreto per sciogliere il parlamento e indirre nuove elezioni legislative; il decreto è stato bocciato in parlamento ed ha scatenato le proteste del premier Yanukovic e dei suoi sostenitori in piazza.

Bandiera Ucraina

Ucraina

  • Superficie: 47425336
  • Capitale: Kiev
  • Lingua: Ucraino
  • Ordinamento: Repubblica
  • Prefisso telefonico: Ucraina
  • Targa: UA
  • Moneta: Hryvnia

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